Search Fund

Search fund in Italia: cos'è, come funziona e come si struttura

Il search fund è uno dei modi più interessanti per diventare imprenditori senza fondare un'azienda da zero: si cerca una PMI sana, la si acquista con il sostegno di un gruppo di investitori e la si guida per alcuni anni. In Italia il modello è passato in pochi anni da curiosità accademica a fenomeno concreto, anche perché risponde a un problema molto italiano: migliaia di imprese solide che devono affrontare il passaggio generazionale senza un successore.

In questa guida vediamo cos'è un search fund, come funzionano le sue fasi, quale struttura societaria si usa di solito in Italia e quali aspetti fiscali conviene pianificare fin dall'inizio.

Cos'è un search fund

Un search fund è un veicolo di investimento con cui un aspirante imprenditore, il searcher, raccoglie da un gruppo di investitori il capitale necessario per cercare una singola azienda da acquisire. Trovata la target, gli stessi investitori hanno di norma la prima opzione per finanziarne l'acquisto; il searcher ne diventa amministratore delegato e la guida con l'obiettivo di farla crescere e, dopo alcuni anni, cederla.

È questo che lo distingue da un fondo di private equity: non un portafoglio di partecipazioni gestito da un team di investimento, ma un imprenditore che si lega a un'unica azienda e ne assume la guida operativa.

Le aziende tipicamente ricercate sono PMI con un business consolidato, ricavi ricorrenti, redditività stabile e un EBITDA indicativamente compreso tra 1 e 5 milioni di euro: troppo piccole per molti fondi di private equity, abbastanza solide da sostenere un'acquisizione finanziata in parte con debito.

Da dove nasce il modello

Il modello nasce negli Stati Uniti nel 1984, da un'idea di H. Irving Grousbeck, docente alla Stanford Graduate School of Business. Da allora si è diffuso nelle principali business school e, negli ultimi dieci anni, anche in Europa. Oggi viene spesso indicato con la sigla più ampia ETA, Entrepreneurship Through Acquisition.

I search fund in Italia: i numeri

In Italia il fenomeno è recente ma in forte crescita. Secondo l'Osservatorio Search Fund della Graduate School of Management del Politecnico di Milano, tra il 2016 e il 2024 sono stati censiti 29 search fund italiani, 11 dei quali avevano già completato l'acquisizione. Le stime più recenti parlano di 37 search fund nel 2025, con una proiezione di oltre 50 a metà 2026.

Accanto ai searcher stanno nascendo anche strumenti istituzionali dedicati e percorsi formativi specifici nelle business school: segno che il modello sta diventando parte stabile dell'ecosistema del private capital italiano.

Le quattro fasi di un search fund

1. La raccolta del capitale di ricerca

Il searcher costituisce il veicolo e raccoglie il cosiddetto capitale di ricerca (search capital), che serve a coprire i costi dei mesi di ricerca: compenso del searcher, viaggi, advisor, analisi sui target. In Italia l'importo si colloca di solito intorno ai 400–500 mila euro, raccolti da un gruppo che spesso conta tra 15 e 25 investitori. Secondo i dati del Politecnico di Milano, in Italia questa fase dura in media circa tre mesi.

2. La ricerca della target

È la fase più lunga e meno prevedibile: spesso 18–24 mesi di contatti con imprenditori, intermediari e advisor, con decine di aziende analizzate prima di arrivare a una lettera d'intenti. Qui contano la qualità dello screening economico-finanziario e la capacità di capire rapidamente se un'azienda ha davvero i requisiti per sostenere l'operazione.

3. L'acquisizione e la gestione

Individuata la target, si apre la fase del deal: due diligence finanziaria, fiscale e legale, negoziazione, strutturazione del finanziamento e closing. Gli investitori che hanno finanziato la ricerca decidono se partecipare al capitale di acquisizione, di importo molto superiore. Dopo il closing il searcher diventa amministratore delegato e inizia la gestione vera e propria, con un consiglio di amministrazione in cui siedono di norma alcuni investitori.

4. L'exit

Dopo alcuni anni di gestione e crescita, l'azienda viene ceduta (a un fondo, a un operatore industriale o ad altri investitori) oppure si individua un'altra forma di liquidità per gli investitori. L'orizzonte complessivo dell'operazione, dalla raccolta all'exit, è spesso compreso tra 4 e 9 anni.

Come si struttura un search fund in Italia

Non esiste una struttura unica, ma lo schema più comune prevede alcuni elementi ricorrenti.

Gli aspetti fiscali da pianificare fin dall'inizio

Molte scelte fiscali si giocano prima del closing e diventano difficili da correggere dopo. Ecco i temi principali da affrontare con il proprio advisor.

Search fund e passaggio generazionale

Per l'imprenditore che non ha un successore in famiglia, vendere a un search fund può essere un'alternativa interessante alla cessione a un concorrente o a un fondo. Il searcher si trasferisce in azienda, ne assume la guida a tempo pieno e ha tutto l'interesse a preservarne il nome, le persone e la continuità. Spesso il venditore resta coinvolto per un periodo di transizione, reinveste una parte del prezzo o concede un vendor loan, partecipando così alla crescita futura.

Anche per chi vende, però, è importante farsi assistere: dalla valutazione dell'azienda all'analisi della struttura dell'offerta, fino agli aspetti fiscali della cessione.

Gli errori più comuni

Come possiamo aiutarti

Affianchiamo searcher, investitori e imprenditori in tutte le fasi del percorso: costituzione del veicolo, screening dei target, due diligence finanziaria e fiscale, struttura dell'acquisizione, gestione post-deal ed exit. Scopri il nostro servizio di advisory per Search Fund oppure, se stai valutando un'operazione più tradizionale, l'advisory M&A.

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza professionale: ogni operazione richiede un'analisi specifica.

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